
L’acqua della tua piscina salina diventa verde nonostante l’elettrolizzatore che funziona ogni giorno. Questo scenario colpisce molti proprietari, compresi quelli che controllano regolarmente il loro bacino. Il problema raramente deriva da una sola causa: è spesso una serie di piccoli squilibri che lasciano il campo libero alle alghe. Comprendere questi meccanismi permette di agire rapidamente ed evitare trattamenti shock ripetuti.
Elettrolizzatore a bassa salinità e sotto-produzione di cloro
Hai notato che il tuo elettrolizzatore funziona con meno sale rispetto a prima? I modelli recenti si aggirano intorno a 2 g/L, ovvero due volte meno rispetto alle generazioni precedenti che richiedevano 4-5 g/L. Questa evoluzione riduce la corrosività e semplifica la manutenzione, ma rende la produzione di cloro più fragile.
Concretamente, una leggera variazione di regolazione è sufficiente a far scendere il cloro libero. Una filtrazione troppo breve, una cella incrostata o un aumento di temperatura non compensato creano una finestra in cui le alghe si sviluppano in poche ore. Con un apparecchio a bassa salinità, il margine di errore è ridotto.
Per compensare, è necessario regolare la durata della filtrazione in base alla temperatura dell’acqua. Al di sopra di 28 °C, la filtrazione dovrebbe funzionare in continuazione o quasi. È anche il momento di controllare visivamente la cella: un deposito calcareo bianco sulle piastre riduce la produzione di cloro senza che alcun avviso si attivi su alcuni modelli. Una guida completa per combattere le alghe verdi nella piscina salina dettaglia le regolazioni da adattare in base alla stagione.

Fosfati e rame in una piscina salina: due fattori poco conosciuti
Gli articoli classici sull’acqua verde parlano di pH, cloro e filtrazione. Spesso trascurano due parametri che giocano un ruolo diretto nella proliferazione delle alghe: i fosfati e gli ioni di rame.
Come i fosfati nutrono le alghe
I fosfati sono nutrienti naturali per le alghe. Entrano nel bacino tramite l’acqua del rubinetto, i prodotti per la cura del giardino, le creme solari e persino la pioggia. Alti livelli di fosfati permettono alle alghe di proliferare anche con un tasso di cloro corretto.
Il problema è che le strisce di test classiche non misurano i fosfati. È necessario un kit di test specifico o un’analisi in laboratorio. Se le tue alghe ritornano nonostante un cloro e un pH nella norma, questa è la prima pista da esplorare. Esistono prodotti sequestranti per abbassare il tasso di fosfati, ma devono essere utilizzati prima del trattamento shock, non dopo.
Depositi verdi legati al rame
Un’altra confusione comune: un deposito verde sulle pareti non è sempre causato da alghe. Gli ioni di rame provenienti da scambiatori di calore o tubazioni producono macchie verdi simili. Le piscine dotate di pompa di calore sono particolarmente interessate, poiché lo scambiatore in rame può rilasciare ioni quando il pH scende troppo.
Un trattamento anti-alghe applicato su un deposito di rame non risolverà nulla. Il test del rame disciolto permette di fare chiarezza. Se il rame è in causa, la correzione passa per un aggiustamento del pH (tra 7,2 e 7,4 per una piscina salina) e un prodotto sequestrante per metalli.
Protocollo di recupero quando l’acqua è già verde
Quando le alghe sono già presenti, l’ordine delle azioni conta tanto quanto i prodotti utilizzati. Ecco la sequenza che dà risultati senza sprecare prodotto.
- Spazzola manualmente le pareti, il fondo e le fughe delle piastrelle prima di qualsiasi trattamento chimico. Le alghe formano un biofilm che protegge le cellule di cloro. Senza spazzolatura, lo shock perde gran parte della sua efficacia.
- Pulisci il filtro (contro-lavaggio per un filtro a sabbia, risciacquo per una cartuccia) e controlla la cella di elettrolisi. Un filtro intasato ricircola le spore di alghe nel bacino.
- Regola il pH tra 7,0 e 7,4 prima di aggiungere qualsiasi prodotto di trattamento. Un pH superiore a 7,6 riduce notevolmente l’efficacia del cloro.
- Esegui un trattamento shock adatto al sale (ipoclorito di calcio preferibilmente, poiché non aggiunge stabilizzante). Lascia funzionare la filtrazione in continuazione fino a quando l’acqua non torna trasparente.
- Aggiungi un anti-alghe come trattamento di fondo una volta che l’acqua è chiara, non durante la fase di shock. L’anti-alghe previene la ricontaminazione, non uccide le alghe già presenti.

Manutenzione preventiva: cosa evita la recidiva in piscina salina
Recuperare un’acqua verde richiede tempo e consuma prodotti. La prevenzione costa meno e richiede soprattutto regolarità.
Testa il cloro libero e il pH due volte a settimana durante la stagione calda. Le strisce sono sufficienti per un monitoraggio corrente, ma un test a gocce o elettronico è più affidabile per il cloro libero. L’elettrolizzatore a volte mostra una produzione normale mentre il cloro reale nel bacino è insufficiente.
La cella di elettrolisi deve essere ispezionata ogni mese in estate. Un’immersione in una soluzione acida adatta (aceto bianco diluito o prodotto specifico) elimina il calcare senza danneggiare le piastre. Una cella pulita produce fino a due volte più cloro di una cella incrostata.
Pensa anche a controllare il tasso di sale almeno una volta al mese. L’evaporazione e gli apporti di acqua fresca diluiscono progressivamente la concentrazione. Un tasso troppo basso riduce la produzione di cloro senza attivare alcun allarme su tutti i modelli di elettrolizzatori.
L’ultimo punto riguarda la stabilizzazione. In una piscina salina, lo stabilizzante (acido cianurico) si accumula nel corso delle stagioni poiché non si degrada. Oltre a una certa soglia, blocca l’azione del cloro libero. L’unica soluzione per abbassare un stabilizzante troppo alto è svuotare parzialmente il bacino. Un rinnovo di un terzo del volume d’acqua all’inizio della stagione limita questo fenomeno.